Quello che mi piace dei miei Lupetti è che scendono sempre in campo col sorriso, non contestano l'arbitro insultandolo e giocano punto su punto. Stranamente riescono poi ad essere tanto sfaticati negli allenamenti quanto determinati in partita...che sia il "fascino" della divisa? Davvero difficile dirlo, sta di fatto che ridi e scherza è cominciata un'altra stagione.
E come potrebbe non ricominciare anche la pizza post gara, che, si sa, dopo un 3-1 meritato si gusta ancora meglio.
Penso che per essere felici bastino una manciata di parole, come un ti voglio bene, o un sono contento anch'io. Penso che sentire vicina una persona sia spesso la soluzione di mille pensieri, anche solo per un minuto. E quando hai stima delle persone che ti stanno vicine, un solo gesto carino nei tuoi confronti ti rassicura e ti convince che anche se non sei perfetto, vai già benissimo così.
A volte mi chiedo come sarei oggi se le cose non fossero andate così come sono andate. Mi guardo intorno e capisco che c'è tanto da fare, che vorrei avere qualcuno a cui confidare tutto e che il mio telefono squilla troppo poco. Arriverà il momeno in cui sentirò finalmente uno scalino bello saldo sotto ai miei piedi, oppure continuerò a non avere certezza di nulla?
Comincio ad essere impaziente e la fretta è cattiva consigliera. Comincio a domandarmi se ho sbagliato e questo non mi fa guardare avanti. Comincio a voler cambiare qualcosa ma non riesco a capire bene che cosa.
L'ho già detto qui dentro e lo ribadisco: voglio solo un abbraccio, sincero e disinteressato.
Avete presente il telegiornale del 7 gennaio, che anno dopo anno manda in onda gli stessi inutili servizi su come smaltire le abbuffate di Natale? Oppure quelli sui saldi, che ti spiegano imperterriti di cosa diffidare ad ogni inizio stagione?
Ecco, in questo momento mi sento un pò come un telespettatore mediocre che guarda e riguarda periodicamente le stesse cose.
Sono mediocre soprattutto perché ogni anno mi ritrovo all'aeroporto con quella strana sensazione addosso, quel non so che di lasciato in sospeso che mi impone di ascoltare canzoni malinconiche e di ripromettermi mille visite nel corso dell'anno che sta per cominciare. Si, perché tanto l'anno comincia a settembre, checché se ne dica. (PS credo sia la prima volta in vita mia che uso la parola checché...)
A questo punto, dopo l'ennesima riconferma, ammetto con fierezza che sono banale come milioni e milioni di persone:
sindrome-da-rientro-dalle-vacanze? Ce l'ho!
schedina del superenalotto giocata nelle scorse settimane? Ce l'ho!
ansia da telefonino che squilla? Ce l'ho!
Non so se preoccuparmi per questo, forse dovrei. Però intanto mi godo queste sensazioni, mediocri finché volete, ma mie.
E' stato un anno pieno di novità , di cambiamenti e di corse contro il tempo, quindi nessuno me ne voglia se quest'estate decido di lucertolarmi in spiaggia fino allo sfinimento.
Credo proprio di meritarmi 20 bei giorni di assoluta vacanza...